A seguito di numerose segnalazioni e proteste di cittadini, peraltro raccolte anche da ambiti politici differenziati, si segue con preoccupazione lo smantellamento di una virtuosa ipotesi di sistema dei servizi alla prima infanzia, comprensiva di servizio di coprogettazione largamente giudicato efficiente e complementare rispetto ai tradizionali servizi pubblici (con particolare riferimento a specifiche situazioni familiari e categorie di lavoratori) posto in essere in Aosta dalla garderie “Apeluna” e dall’asilo nido “Farfavola”, insistenti sui quartieri popolari Dora e Cogne, servizio ereditato dalla Giunta Centoz e sostenuto dagli utenti con svariate modalità di partecipazione civica rimaste ad oggi inascoltate dall’Amministrazione comunale, con conseguente probabile chiusura delle due strutture.

Preoccupano, in merito, la drastica riduzione del numero di posti per i cittadini che iniziano in questa prima fondamentale età il loro percorso socio-culturale (determinante e non recuperabile per la valorizzazione delle potenzialità specifiche quale diritto/dovere della persona e interesse della comunità), la rigidità delle offerte non rispondente alla pluralità dei bisogni e all’intero territorio comunale, la perdita di lavoro di professionisti e soprattutto professioniste cui i cittadini manifestano stima, fiducia e riconoscenza, il tutto aggravato dalla pandemia soprattutto a scapito di categorie e situazioni fragili, con conseguente pericolosa disparità di accesso ai servizi fondamentali e di quelle pari opportunità che dovrebbero essere costituzionalmente garantite. Preoccupa altresì la mancata continuità formativa, da sempre raccomandata da tutte le direttive ministeriali, già acuita dalle interruzioni imposte dal covid e incidenti con particolare gravità sulla tenera età degli utenti e sulle categorie svantaggiate.

Se, come diffusamente si crede e sostiene, i bambini sono il nostro futuro, ne consegue che si deve fare per loro ogni investimento, senza risparmio di forze, idee, denaro: si deve e quindi si può! Noi vogliamo sperare che i tanti cittadini attivi in merito da anni possano finalmente trovare le adeguate doverose risposte da parte di chi amministra la nostra città, che deve essere madre e non matrigna e continuare a costituire, anche al di fuori dei nostri confini, un esempio di progettualità variegata e intelligente volta a coprire la pluralità delle esigenze e delle richieste personali, familiari e sociali.

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