LEGGI L’ARTICOLO SU AOSTACRONACA.IT

“Riforma lontana dalle cittadine e dai cittadini, disappunto sul voto fuori sede negato”

Cittadinanzattiva annuncia l’orientamento per il No al referendum confermativo sulla riforma della giustizia, contestando metodo e contenuti del provvedimento e sottolineando la distanza della proposta dalle esigenze concrete dei cittadini. L’associazione ribadisce la propria autonomia e credibilità nel dibattito pubblico, con un impegno costante sui temi dei diritti e della partecipazione civica. In Valle d’Aosta un ruolo particolarmente attivo è svolto dalla professoressa Maria Grazia Vacchina, punto di riferimento territoriale dell’organizzazione per continuità di iniziativa e presenza sul campo.

L’orientamento contrario alla riforma è stato espresso da Cittadinanzattiva, realtà che rivendica una lunga storia di autonomia culturale e di intervento civico indipendente da schieramenti politici. L’associazione considera la riforma “lontana dalle cittadine e dai cittadini”, perché, viene spiegato, non interviene in modo diretto sulla tutela dei diritti, sull’accesso equo alla giustizia né sul rafforzamento della cultura della legalità.

Uno dei principali elementi di critica riguarda il metodo di elaborazione della proposta. “Una riforma così incisiva sull’ordinamento giudiziario e sull’equilibrio dei poteri dello Stato – viene sottolineato – non può essere adottata senza un ampio dibattito pubblico e un confronto parlamentare approfondito”, perché la partecipazione democratica rappresenta un pilastro della legittimazione delle scelte istituzionali.

La preoccupazione di Cittadinanzattiva riguarda anche il possibile impatto sugli equilibri costituzionali. L’associazione richiama infatti il rischio che una modifica non sufficientemente condivisa possa alterare il sistema di pesi e contrappesi su cui si fonda l’architettura democratica italiana. “Il tema non è tecnico, ma profondamente politico e civile”, osservano i rappresentanti dell’organizzazione.

Particolare disappunto viene espresso per la decisione di non consentire il voto ai fuori sede, considerata una compressione ingiustificata di un diritto costituzionale. La misura viene letta come un ostacolo alla partecipazione democratica di una parte significativa della popolazione, soprattutto tra i giovani e i lavoratori che vivono lontano dal proprio comune di residenza.

Le posizioni dell’associazione sono state illustrate da Francesca Moccia, che ha spiegato come l’orientamento per il No sia stato deciso nel corso dell’assemblea degli enti associati del 21 febbraio. Moccia ha invitato i cittadini a partecipare numerosi al voto, definendo il referendum “un prezioso strumento di democrazia diretta da non disperdere”.

Cittadinanzattiva sottolinea inoltre la propria funzione di osservatorio civico indipendente, capace di intervenire su sanità, giustizia e diritti dei cittadini con un approccio pragmatico e non ideologico. La scelta di esprimersi sul referendum viene quindi presentata come coerente con la missione dell’organizzazione, che pone al centro la tutela degli interessi collettivi e la promozione della partecipazione consapevole.

Nel dibattito pubblico che accompagna la consultazione del 22 e 23 marzo, l’associazione si colloca dunque su una posizione chiara: difesa dell’autonomia della magistratura, attenzione agli equilibri istituzionali e critica verso una riforma giudicata troppo distante dalla vita quotidiana delle persone.

pi.mi.