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Dal monitoraggio dei servizi sanitari alla difesa dei pazienti più fragili: l’impegno di Cittadinanzattiva per rendere concreto l’articolo 32 della Costituzione e garantire pari diritti di cura a tutti gli italiani.

In Valle d’Aosta il diritto alla salute, pur garantito formalmente dall’articolo 32 della Costituzione, rischia sempre più spesso di trasformarsi in un percorso a ostacoli. Tempi di attesa incompatibili con i bisogni di cura, difficoltà di accesso alle prestazioni specialistiche e una crescente rinuncia alle cure stanno mettendo in discussione uno dei pilastri fondamentali del nostro sistema pubblico.

È su questo terreno che si colloca l’azione di Cittadinanzattiva, presente anche sul territorio valdostano, che attraverso il Tribunale per i diritti del malato raccoglie segnalazioni, ascolta i cittadini e denuncia criticità che non possono più essere archiviate come “problemi contingenti”. Le liste d’attesa rappresentano oggi il nodo più evidente: mesi per una visita specialistica, tempi incompatibili con diagnosi tempestive, cittadini costretti a scegliere tra pagare di tasca propria o rimandare le cure.

In una regione piccola come la Valle d’Aosta, dove la prossimità dei servizi dovrebbe essere un punto di forza, il problema assume contorni ancora più gravi. La mobilità sanitaria verso il Piemonte e la Lombardia non è sempre una libera scelta, ma spesso una necessità. Chi può permetterselo parte, chi non può rinuncia. È qui che il diritto alla salute smette di essere universale e diventa selettivo.

Cittadinanzattiva richiama con forza l’attenzione su un altro aspetto cruciale: l’accesso alle cure non può dipendere dall’età, dal reddito o dalla capacità di orientarsi tra procedure complesse e piattaforme digitali. Anziani, persone fragili e cittadini soli sono i primi a pagare il prezzo di un sistema che fatica a garantire accompagnamento, informazioni chiare e tempi certi.

L’associazione non si limita alla denuncia, ma chiede trasparenza sui dati, monitoraggio costante delle liste d’attesa, potenziamento della sanità territoriale e un reale coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Perché la sanità pubblica non è un costo da comprimere, ma un investimento sociale che misura il grado di civiltà di una comunità.

Questo è un appello alle istituzioni regionali, all’Azienda USL, alla politica tutta: il diritto alla salute in Valle d’Aosta non può essere affidato alla pazienza dei cittadini o alla loro capacità di arrangiarsi. Va garantito, reso esigibile, difeso ogni giorno.

Cittadinanzattiva lo ricorda con chiarezza: senza una sanità accessibile, equa e pubblica, l’autonomia perde uno dei suoi significati più profondi. E senza diritti tutelati, anche le migliori dichiarazioni restano parole vuote.

pi.mi