COMUNICATO STAMPA SICURI INSIEME SINTESI – SCARICA IL COMUNICATO
Questo contributo della Responsabile Rete Ambiente CA VdA Elisabetta Anrò, coadiuvata dalla Segretaria regionale Mariagrazia Vacchina, si inserisce nel percorso del progetto nazionale Sicuri Insieme, promosso da Cittadinanzattiva APS e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, avviato ufficialmente in occasione dell’VIII Congresso Nazionale di Cittadinanzattiva, svoltosi il 27 e 28 giugno a Roma. Il Congresso ha rappresentato un momento di confronto sulle principali sfide sociali contemporanee, tra cui il governo dei rischi, la tutela dei cittadini nelle emergenze e il rafforzamento della partecipazione civica. In questo contesto, Sicuri Insieme nasce con l’obiettivo di coinvolgere attivamente le comunità locali nel governo dei rischi del territorio, promuovendo una cultura della prevenzione fondata sulla conoscenza, sulla memoria degli eventi e sulla collaborazione tra cittadini, attivisti e istituzioni.
Cittadinanzattiva Valle d’Aosta partecipa al progetto nell’ambito dell’azione A3, dedicata alla tutela nelle emergenze, con un percorso che unisce formazione, analisi della memoria storica delle criticità territoriali e coprogettazione di strumenti utili ai cittadini. L’analisi qui presentata sulla fragilità del territorio valdostano – tra ritiro dei ghiacciai, dissesti idrogeologici e alluvioni sempre più frequenti – si colloca all’interno di questo impegno, con l’obiettivo di contribuire a rendere i cittadini più consapevoli, informati e protagonisti nella prevenzione e nella gestione dei rischi che interessano il territorio regionale.
La Valle d’Aosta, territorio alpino modellato per millenni da ghiaccio, acqua e roccia, si trova oggi in una fase di profonda trasformazione. Il cambiamento climatico sta accelerando processi già presenti, rendendoli più intensi e frequenti: i ghiacciai arretrano rapidamente, i versanti diventano instabili e frane, colate detritiche e alluvioni colpiscono con crescente violenza le comunità di fondovalle. In questo contesto, conoscere il territorio non è più solo un compito tecnico, ma una responsabilità collettiva.
I ghiacciai valdostani sono vere e proprie sentinelle del clima. I dati del Catasto Ghiacciai della Valle d’Aosta, curato da Fondazione Montagna Sicura e ARPA VdA, mostrano una perdita del 22% della superficie glaciale in poco più di vent’anni: dai 216 ghiacciai censiti nel 1999 si è passati ai 175 del 2020, con una riduzione di circa 34 km². Nemmeno stagioni con abbondanti nevicate riescono più a invertire il trend: nel 2024–2025, nonostante un innevamento superiore alla media, i ghiacciai monitorati hanno continuato a perdere massa e ad arretrare. Il ghiacciaio del Pré de Bar, in Val Ferret, è uno dei casi più emblematici di questa crisi, diventando un vero osservatorio del cambiamento climatico in atto.
Il ritiro dei ghiacci non è un fenomeno isolato: ha effetti diretti sulla stabilità dei versanti, sulla formazione di laghi glaciali potenzialmente pericolosi, sulla disponibilità di risorse idriche e sul rischio idrogeologico a valle. Le alluvioni che hanno colpito la regione — dall’evento drammatico dell’ottobre 2000 fino alle crisi del 2013, 2014 e del biennio 2024–2025 — mostrano come eventi estremi sempre più ravvicinati possano trasformarsi in emergenze regionali, con danni ingenti, evacuazioni e richieste di stato di emergenza nazionale.
In risposta a questa crescente vulnerabilità, la Valle d’Aosta ha rafforzato nel tempo sistemi di monitoraggio, cartografie del rischio e strumenti di allerta. Tuttavia, dati e modelli sono davvero efficaci solo se diventano consapevolezza diffusa. In un territorio montano, dove il rischio zero non esiste, la prevenzione passa anche dalla memoria degli eventi, dalla partecipazione dei cittadini e da una cultura condivisa del rischio.
In questo percorso si inserisce il ruolo di Legambiente, che da oltre quarant’anni opera come sentinella ambientale, trasformando dati scientifici e osservazioni sul campo in informazione accessibile e impegno civile. Attraverso iniziative come la Carovana dei Ghiacciai, l’associazione rende visibile il cambiamento climatico e richiama l’attenzione sui limiti delle opere di difesa, sulle scelte infrastrutturali e sui modelli turistici ed energetici che incidono sulla fragilità alpina.
Conoscere, ricordare e agire insieme è oggi la chiave per costruire una Valle d’Aosta resiliente: una regione capace di affrontare il cambiamento climatico non con fatalismo, ma con responsabilità, partecipazione e visione del futuro.
