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Dalla sanità ai giovani, dall’ambiente alla cittadinanza europea: Cittadinanzattiva VdA dimostra che la democrazia partecipata funziona quando è organizzata, competente e guidata con visione. Decisivo il ruolo della presidente Maria Grazia Vacchina.

C’è una differenza sostanziale tra parlare di partecipazione e praticarla davvero. La prima riempie documenti e convegni, la seconda richiede tempo, competenze, pazienza e una capacità rara: stare nei luoghi decisionali senza perdere l’indipendenza critica. È in questo spazio concreto, spesso poco visibile ma fondamentale, che si muove da anni Cittadinanzattiva Valle d’Aosta. E i risultati iniziano a pesare.

Il Percorso di consultazione partecipata di fine gennaio 2026, avviato da Cittadinanzattiva APS insieme a Cittadinanzattiva Valle d’Aosta per la coprogettazione del Programma attività 2026, è stato molto più di un adempimento formale. È stato il riconoscimento di una maturità organizzativa e politica dell’associazione valdostana, capace di tenere insieme il radicamento territoriale e una visione nazionale ed europea dei diritti.

Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea e nel corso dei lavori, la presidente regionale Maria Grazia Vacchina ha confermato un dato tutt’altro che scontato: in Valle d’Aosta tutte le reti nazionali di Cittadinanzattiva sono operative. Ma soprattutto ha annunciato, con una soddisfazione condivisa anche dai vertici nazionali, un passaggio che merita attenzione: la nascita di tre nuove reti regionali dedicate ad AmbienteGiovani/studio-lavoro e Cittadinanza europea.

Non è un dettaglio organizzativo. È una scelta politica, nel senso più alto del termine. Queste reti sono infatti gestite da giovani universitari, non “coinvolti” dagli adulti ma protagonisti in prima persona. Un ribaltamento interessante: non giovani come destinatari di politiche altrui, ma giovani capaci di costruire partecipazione democratica attiva anche per chi giovane non è più. In una regione che spesso fatica a trattenere e valorizzare le nuove generazioni, è un segnale forte e controcorrente.

Accanto a questo, Vacchina ha ricordato il riconoscimento crescente di Cittadinanzattiva VdA come soggetto rappresentativo nei tavoli del Terzo Settore, dell’Amministrazione regionale e comunale e del mondo del volontariato. Un riconoscimento che non arriva per concessione, ma per affidabilità: esserci, studiare i dossier, fare proposte, tenere insieme diritti dei cittadini e sostenibilità delle scelte pubbliche.

Il quadro dirigente attuale racconta bene questa solidità diffusa: una squadra ampia, competente, plurale, dove le responsabilità sono condivise e le reti tematiche affidate a persone che lavorano quotidianamente sui problemi reali – dalla sanità alla scuola, dai consumatori alla giustizia, dall’ambiente alla cittadinanza europea. È un modello di associazionismo che non vive di improvvisazione né di personalismi, ma di metodo e continuità.

Particolarmente significativo è anche il peso della rappresentanza istituzionale. La presenza di esponenti di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta in organismi strategici regionali e locali – dall’Osservatorio sulle liste d’attesa sanitarie al Collegio dei Garanti del CSV, dalla Fondazione comunitaria VdA ai tavoli interistituzionali sulle politiche familiari – dice una cosa semplice: la voce dei cittadini organizzati oggi viene ascoltata.

In questo quadro, il ruolo di Maria Grazia Vacchina appare centrale. Non solo per gli incarichi ricoperti, ma per lo stile di guida: rigoroso, inclusivo, poco incline alla visibilità personale e molto alla costruzione di reti. Una leadership che non cerca consenso facile, ma produce credibilità. Ed è forse questa la qualità più preziosa, in tempi in cui la partecipazione rischia spesso di ridursi a rituale.

Cittadinanzattiva Valle d’Aosta dimostra che anche in una piccola regione è possibile fare cittadinanza attiva sul serio, senza scorciatoie e senza urlare. Con un lavoro paziente, competente e condiviso. E, oggi più che mai, è un patrimonio da riconoscere e da difendere.

A rendere concreta questa presenza nei territori e nei tavoli decisionali è una struttura organizzativa ampia e competente, che merita di essere conosciuta anche nei nomi e nelle responsabilità.

Alla guida di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta c’è la Segretaria regionale Mariagrazia Vacchina, affiancata dal Vicesegretario regionale Luigi Chiavenuto.

Fanno parte dell’Organo di Amministrazione di Cittadinanzattiva VdAMassimo BalRiccardo JacquemodClaudio LatinoGiovanna PignatelliCaterina Sergi (oltre alla Segretaria e al Vicesegretario).

Il Rappresentante di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta nell’Assemblea degli Enti Associati di Cittadinanzattiva APS è Luigi Chiavenuto, mentre il ruolo di Segretario amministrativo è ricoperto da Massimo Bal.

Le reti tematiche, vero cuore operativo dell’associazione, sono affidate a:

Alessandro Fusaro – Rete Sanità, Tribunale per i diritti del malato

Vanna Naretto – Rete Politiche per i Consumatori

Daria Pulz – Rete Scuola

Anais Riccarand – Rete Giustizia per i diritti

Elisabetta Anrò – Rete Politiche per l’Ambiente

Beatrice Somaglia – Rete Giovani, studio-lavoro

Luca Germanetti – Rete Cittadinanza europea

Significativi anche gli incarichi di rappresentanza del Terzo Settore in organismi della Regione Autonoma Valle d’Aosta, assegnati a Cittadinanzattiva VdA e LICD-VdA.

Per quanto riguarda Alessandro Fusaro:

Consulta per la legalità – Comune di Aosta

Osservatorio regionale sulle liste d’attesa – Azienda USL Valle d’Aosta

Tavolo interistituzionale per la programmazione integrata delle politiche familiari – Assessorato regionale Sanità, salute e politiche sociali

Per Mariagrazia Vacchina:

Presidente Collegio Garanti CSV

Garante F3S

Membro Coordinamento F3S

Membro del Consiglio Generale della Fondazione Comunitaria Valle d’Aosta

Per Luigi Chiavenuto:

Membro Coordinamento F3S

Membro del Comitato di sorveglianza del Fondo per lo sviluppo e la coesione della Regione Valle d’Aosta

Per Riccardo Jacquemod:

Portavoce e legale rappresentante F3S

Per Beatrice Somaglia:

Rappresentante studenti UNI VdA nel Senato accademico

Un elenco che non è mero formalismo, ma fotografia concreta di una presenza capillare nei luoghi dove si discutono e si decidono politiche pubbliche. Perché la cittadinanza attiva non è protesta episodica: è presidio costante, competenza e assunzione di responsabilità.

pi.mi.