SCHEDA INIZIATIVA ASSOCIAZIONI – CANDIDATI ELEZIONI POLITICHE
15 SETTEMBRE 2022 – H. 20.30
BIBLIOTECA IDA DESANDRE’
Aosta
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Conversazione con i candidati valdostani
CANDIDATI PARTECIPANTI
Vda Aperta: Erika Guichardaz e Daria Pulz
Italia Sovrana: Loredana Ronc e Alessandro Bichini
Vita: il solo recapito a disposizione era sul nazionale e così è stato utilizzato, non ho certezze riguardo la consegna alla sezione locale
elenco in corso di aggiornamento al 08/09/22
ASSOCIAZIONI PARTECIPANTI e TEMI PROPOSTI
Temi ambientali ed economici
Legambiente
Perché dobbiamo pagare la corrente elettrica, prodotta dalle nostre centrali a costi bassissimi, allo stesso prezzo che paghiamo per il gas che viene dalla Russia, con tutti i problemi creati dalla guerra? Non pensate che il primo atto da adottare (a livello nazionale ed europeo) sia sganciare il prezzo della luce da quello del gas?
2. A livello regionale produciamo elettricità da idroelettrico in quantità 3 volte superiore alle nostre esigenze. Potremmo forse sostituire il gas con l’elettricità e pagarla a prezzo di costo, visto che le acque sono nostre. Perché dobbiamo pagare con le nostre bollette gli incentivi all’idroelettrico e il sovraprezzo determinato dall’aumento del prezzo del gas? Visto che gli extra-profitti restano ai produttori privati e che la CVA ce ne rende una parte infinitesimale. E’ possibile intervenire e come?
La Valle non è una discarica
Per evitare che si ripetano gli abusi fatti in Valle d’Aosta con l’autorizzazione dello smaltimento di rifiuti industriali nelle discariche per inerti di Pompiod e Chalamy, al fine di impedire che l’utilizzo improprio di deroghe consenta a privati di arricchirsi a danno dell’ambiente, dell’economia e della salute pubblica, siete disponibili a promuovere le modifiche necessarie a far si che il Decreto Ministeriale del 27 settembre 2010 – Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, in sostituzione di quelli contenuti nel decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 3 agosto 2005 – consenta di conferire nelle discariche per inerti solo i rifiuti elencati nella tabella 1 dell’Art. 5 (quelli che non richiedono una preventiva caratterizzazione) abolendo inoltre la possibilità da parte dell’Autorità territorialmente competente di concedere deroghe (cancellazione dell’Art. 10 –Deroghe)?.
Per due volte il popolo italiano si è espresso contro la realizzazione di centrali nucleari. La prima volta in occasione del referendum del 1987 (dopo il disastro di Chernobyl), la seconda nel referendum del 2011 (dopo il disastro di Fukushima).
Oltre a evidenti problemi di sicurezza le centrali nucleari sono molto costose da costruire e da smantellare e presentano gravi problemi per lo smaltimento delle scorie. In 50 anni l’Italia non è riuscita a trovare un luogo adatto dove stoccare le scorie delle centrali dismesse negli anni 70.
La costruzione di centrali nucleari francesi di ultima generazione si è prolungata per più di un decennio ed è costata più di 10 miliardi di euro.
Per l’approvvigionamento dell’uranio, visto che in Italia non vi sono giacimenti, dipenderemmo comunque dall’estero.
Il sistema di raffreddamento di una centrale nucleare assorbe più di 80 mc di acqua al secondo. Se si fosse costruita una centrale nucleare sul Po, il più grande fiume italiano, in quest’anno di siccità avrebbe dovuto essere fermata perché l’acqua del fiume non era neppure bastante per l’agricoltura.
La crisi climatica è ora, non abbiamo né il tempo né le risorse per costruire centrali nucleari.
Dobbiamo investire subito sulle rinnovabili e su sistemi di accumulo di energia che sono sperimentati e disponibili subito e che ci rendono indipendenti da forniture di energia estere. Ciò premesso Voi siete favorevoli o contrari alla costruzione di nuove centrali nucleari in Italia?
Comitato discarica sicura Pompiod
In riferimento alla recente approvazione del piano regionale gestione rifiuti 2022/2026, e alle osservazioni da noi presentate (e connesse risposte e repliche) in sede di redazione dello stesso, siamo a chiedere quale siano le vostre eventuali proposte ed impegno di modifica allo stesso in particolare:
– quanto osservato al punto 1, ove contestiamo l’assenza nel piano di considerazioni puntuali sul reale fabbisogno impiantistico per quanto concerne i rifiuti quale accertato, documentato e riconosciuto attuale per la Regione Valle d’Aosta; al punto 3 avevamo chiesto di applicare i nuovi criteri di attenzione o di esclusione anche agli impianti esistenti prescrivendone un adeguamento progressivo che permetta di rispettare i principi di normale prudenza e precauzione legati alla salvaguardia della salute dei cittadini valdostani e ad un maggiore rispetto del fattore “ambiente”
Vedi anche punto 15;
– quanto richiesto al punto 9 perche’ a noi non risulta spesso realizzata nella sua completezza la fase di recupero ambientale delle discariche dismesse;
– richiesta di cui al punto 17 ove chiediamo che vengano utilizzati indicatori sanitari nel piano di monitoraggio, ma che non ci viene accolta a causa di “mancanza di informazioni di base”.
2) In materia di energia rinnovabile chiediamo quali siano le vostre proposte per almeno mitigare le conseguenze del rincaro tariffe energetiche sulla popolazione valdostana e se avete idee su come possa essere modificato l’attuale contesto nel quale ai cittadini valdostani e al prezioso bene pubblico “ambiente” valdostano vengono sottratti e deturpati anche dal punto di vista paesaggistico fiumi, torrenti, laghi senza alcuna contropartita. Come pensate di affrontare il problema della intubazione di quasi tutti i corsi d’acqua valdostani? Come pensate possa essere risolto il problema del mancato rispetto del DMV e del DE da parte delle molte imprese private operanti in Valle d’Aosta?
3) Pesticidi: a seguito della presentazione da parte della Commissione UE di una proposta di regolamento per la riduzione dei pesticidi in agricoltura definita “inaccettabile” dalle principali associazioni agricole europee, che prevede proprio per l’Italia lo sforzo maggiore, che equivale ad una riduzione del 62% dell’impiego degli stessi, e che nonostante leggi e regolamenti piu’ restrittivi questi prodotti continuano ad essere utilizzati in modo pesante anche in Valle d’Aosta, domandiamo quale sara’ la vostra posizione in merito.
Valle VIRTUOSA
In Italia si fa un gran parlare di termovalorizzatori per risolvere il problema dei rifiuti sebbene a livello Europeo si sia riconosciuto che si tratta di una tecnologia superata. Essi infatti:
ostacolano l’economia circolare distruggendo materiali che potrebbero essere invece riciclati per risparmiare risorse non rinnovabili;
non fanno sparire i rifiuti ma con la combustione li trasformano in modo incontrollato in migliaia di composti nocivi per la salute (nano particelle), in gas climalteranti, in ceneri grossolane da smaltire in discarica ed in polveri di filtraggio dei fumi così pericolose che devono essere smaltite nelle miniere dismesse di salgemma come si fa con le scorie radioattive;
fanno innalzare le tariffe per il trattamento dei rifiuti essendo molto costosi da costruire e da gestire;
hanno un rendimento energetico estremamente basso;
I paesi che hanno puntato sull’incenerimento hanno bloccato la realizzazione di nuovi impianti perché le politiche di contenimento della produzione di rifiuti ed il loro riciclaggio hanno ridotto a tal punto la quantità di indifferenziato da bruciare da costringerli ad importare rifiuti dall’estero per ammortizzare gli ingenti investimenti già sostenuti.
Se sarete eletti voterete a favore o contro la realizzazione di nuovi inceneritori in Italia?
La strategia Rifiuti Zero non è un’utopia ma il modo più efficacie ed efficiente per passare da un sistema economico lineare (estrazione delle materie prime, produzione di merci, utilizzo temporaneo di oggetti che in breve diventano rifiuti da smaltire), evidentemente insostenibile, ad uno circolare, basato sulla raccolta differenziata e sul trattamento dei rifiuti per ottenere materie prime seconde da riutilizzare per la produzione di nuove merci instaurando un ciclo chiuso sostenibile.
La gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non è la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale
La strategia Rifiuti Zero si basa su dieci semplici passi:
separazione domestica dei rifiuti nel momento in cui si creano;
raccolta differenziata porta a porta;
compostaggio della frazione organica per fare composto da restituire al suolo per mantenerne la fertilità;
riciclaggio dei materiali differenziati per reinserirli nella filiera produttiva;
adozione di procedure per la riduzione dei rifiuti. Il miglior rifiuto è quello non prodotto;
riuso e riparazione di oggetti dismessi per evitare che diventino rifiuti;
tariffazione puntuale basata sulla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti da ciascuna utenza;
trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati in un impianto di selezione, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, per impedire che rifiuti tossici possano essere inviati in discarica e stabilizzazione della frazione organica residua per evitare che produca metano e percolato;
centro di ricerca e riprogettazione. I rifiuti non riciclabili vengono individuati ed analizzati per poter suggerire ai produttori modifiche di produzione che li rendano riciclabili;
azzeramento rifiuti e chiusura delle discariche. L’obbiettivo è quello di aumentare progressivamente i materiali che rientrano nel ciclo produttivo riducendo a zero quelli che finiscono in discarica.
L’efficacia e l’efficienza del sistema Rifiuti Zero è dimostrata dal fatto che i comuni che lo hanno adottato oltre ad avere un’alta percentuale di raccolta differenziata sono anche quelli con le tariffe del servizio più basse. In Italia vi sono più di 300 comuni che hanno adottato con successo la strategia rifiuti zero.
Se sarete eletti quali azioni intendete fare per migliorare la gestione dei rifiuti a livello nazionale?
Temi sociali e welfare
DORA – Donne in Vda
Quali politiche, norme e azioni a favore delle donne intendete sostenere in Parlamento?
Quale ritenete sia oggi il ruolo sociale delle donne e cosa pensate sia davvero fondamentale per superare il gender gap nella rappresentanza , nel lavoro, nei ruoli apicali.
Unione italiana Ciechi e Ipovedenti VdA
*consegna del Documento nazionale di orientamento in vista delle elezioni del 25 settembre 2022
Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta
1) Quali strategie vorreste portare avanti, indipendentemente dall’appartenenza alla compagine di maggioranza o di opposizione, rispetto al tema dell’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità?
2) Che idea avete e quali interventi vorreste mettere in campo per prevenire la discriminazione in generale e con particolare riferimento al mondo della disabilità?
Comitato Vallée Santé
1. Premessa: esiste una Direttiva Europea, la nr. 31 del 2010, che obbliga gli stati membri ad adottare misure per arrivare a strutture ad energia zero. Gli Ospedali Verdi sono presenti in molti progetti di sviluppo sanitario italiano. Si pensi che il 5% delle emissioni globali di CO2 viene proprio dagli Ospedali. Quindi, anche in un contesto più ampio legato al miglioramento dell’ambiente, ci piacerebbe sapere cosa possono fare gli eventuali parlamentari valdostani eletti per garantire che un Ospedale (notoriamente considerato come struttura “energivora”) usi TUTTE le possibili fonti alternativi o rinnovabili per alimentare i suoi servizi e, quindi, intervenire a livello locale per capire come e cosa c’è rispetto a questo tema nei progetti attuali di ampliamento e ristrutturazione.
La Sanità non è solo “ospedale”. Scopriamo sempre di più quanto siano importanti i servizi territoriali. In questo senso cosa pensano di poter fare i parlamentari per promuovere (non solo a livello locale) un maggiore efficientamento dei servizi sul territorio e, soprattutto, come pensano di poter proporre metodi nuovi per assumere nuovi professionisti del mondo sanitario (medici, infermieri e tecnici) da destinare anche ai nuovi Ospedali di Comunità e Case di Comunità di cui si inizia a parlare anche in Valle?
Temi culturali, diritti, cittadinanza
ARCI VdA
Lavoro, reddito, sicurezza sociale, diritti, uguaglianza di genere, giovani, ambiente, pace, cultura, socialità, democrazia. Credete che il tempo che viviamo oggi chiami la politica alla responsabilità di rappresentare e di rispondere ai cittadini e ai loro bisogni essenziali con scelte politiche forti, coraggiose, determinate dalla parte delle persone oppure con un approccio più moderato e riformista?
Andiamo alle elezioni, in un sistema politico strutturalmente instabile, con una grande carenza di rappresentanza e di ascolto, sia delle sofferenze sociali che delle proposte di soluzioni che pure esistono, credibili e realizzabili, nella società, al di là degli slogan populisti. L’insopportabile tasso di astensionismo a tutte le consultazioni elettorali ne è la dimostrazione. Come combattere questa disaffezione?
Libera VdA
1) È stato proposto di abolire l’ufficio dello scioglimento dei comuni per mafia. Voi cosa ne pensate?
2) Ingiustizia sociale e ingiustizia civile vanno di pari passo: se si è poveri si è spesso anche senza diritti. Cosa farete per affrontare questo problema?
Arcigay VdA Queer
Lei è favorevole all’istituzione del matrimonio egualitario? Se sì, perché? Se no, perché?
Lei è favorevole a promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione sessuale e affettiva? Se sì, perché? Se no, perché?
ANPI VdA
Il nostro interesse si concentra primariamente sulla Costituzione Repubblicana, in particolare in relazione alle ventilate ipotesi di riforma ventilate da alcune forze politiche.
Cittadinanza Attiva VdA
Come si intende lavorare per favorire la concreta partecipazione dei cittadini costituzionalmente garantita?
Quali le priorità nel campo dei diritti /doveri a garanzia soprattutto delle persone più fragili? Quale politica si intende favorire in ambito europeo e mondiale?
Modalità di svolgimento
Moderatore dell’incontro: Thierry Pronesti (ANSA)
Abbiamo dovuto necessariamente definire una modalità stringente per lo svolgimento dell’incontro, forse limitativa, ma dettata dal tempo a disposizione, diciamo 2 ore, e dal tentativo di realizzare, per quanto possibile, un dialogo anziché una raffica di domande-risposte, infine poco significativa.
Questo tempo verrà utilizzato suddividendolo – per praticità – al momento, in base alle effettive presenze di candidat*.
Le domande proposte dalle 13 associazioni aderenti potranno tutte essere comunque riferite, in modo sintetico, ma probabilmente ci sarà spazio per trattarne una soltanto, con un tempo di risposta di due/tre minuti. Al termine del primo giro, utilizzeremo l’eventuale spazio residuo per un dibattito libero, dove speriamo si potranno recuperare argomenti non espressi in precedenza.
I rappresentanti delle Associazioni sono pregati di presentarsi ed esporre le domande secondo la successione seguita dal moderatore.
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